"Se ti tagliassero a pezzetti appartiene a quell'album che Faber incise nel 1981 per risarcire il padre dal pagamento del riscatto del rapimento dell'ottobre-dicembre '79. Un album che è rimasto senza un titolo preciso, ma con un laconico Fabrizio De André scritto nel retro di copertina. E’ una canzone che parla di libertà e nostalgia, speranza e disillusione, amore e perdita, sogno e realtà, anarchia e costrizione. Si narra la storia di una donna, potrebbe essere una donna reale, oppure un amico, un ideale, un luogo, qualsiasi cosa che intriso di semplicità, immediatezza e spensieratezza venga perso o mai raggiunto.Fabrizio assume toni quasi spensierati nel momento della perdita vera e propria, che poi diventano malinconici nel momento di quell’ incontro alla stazione avvenuto si suppone anni dopo quell’addio, dove quell’ ideale è ormai costretto e bloccato dalla convenzione, dalla normalità borghese, dalla legge del “sottostare al proprio superiore” e quella ragazza ormai donna costretta in un “tailleur di grigio fumo”, cammina fianco a fianco al suo assassino, il tempo o la realtà trionfante sul sogno. Ma la conclusione non è negativa come chiunque potrebbe aspettarsi, signora libertà, signorina anarchia può essere sconfitta, cambiata, fatta a pezzetti, ma il sogno, qualsiasi sogno per quanto possa essere bistrattato e ucciso sarà sempre ricomposto con più vigore e forza di prima, grazie a quelle poche forze positive che Faber notava attorno a sé, la natura e le sue componenti."
mercoledì 30 marzo 2011
Se ti tagliassero a pezzetti..
martedì 14 dicembre 2010
Vergogna
314-311. Con solo 3 voti in più Berlusconi ottiene la fiducia anche alla Camera. Questa maggioranza fantasma non rende questo governo forte. Penso che la mia Italia non debba essere gestita da questo governo di VENDUTI e INDECENTI. In questo momento ho una rabbia senza paragoni. Ho voglia di gridare al mondo la mia indignazione e il mio ribrezzo verso i fantastici cinque (2 del Partito democratio e 2 di IDV e 1 di FLI) che hanno votato la fiducia al governo. Primo commento di Berlusconi: “me lo aspettavo, grazie a questa ampia maggioranza ed un governo solido...”. Non voglio nemmeno fermarmi ad analizzare queste parole. Spero che capiscano che il Governo non è forte. Spero che capiscano che l’ Italia non si merita questo governo. Spero che capiscano che stanno sbagliando tutto! Voglio solo riprendere una citazione e destinarla a tutti coloro che hanno votato la fiducia: Per quanto voi vi crediate assolti siete lo stesso coinvolti! Rimane solo una cosa da fare: SCATENARE L’ INFERNO!
Tema di un giovane studente: La scuola del futuro!
Ciao a tutti ragazzi! Oggi posto un secondo tema scritto sempre dal mio amico Mauro Guido in cui si parla della scuola del futuro. Come tutti sappiamo se si continua così non so fino a quando si potrà parlare di SCUOLA o UNIVERSITA'! Mauro esprime un suo pensiero e butta giù alcune idee su come si potrebbe Ricostruire la scuola. In questo momento è in corso la votazione della fiducia al governo alla Camera, al Senato la fiducia è passata con 162 voti favorevoli! Speriamo nell'instabilità della Camera e cmq vada, SE NON CADE IL GOVERNO SCATENIAMO L' INFERNO!
LA SCUOLA DEL FUTURO
Nel corso del tempo il mondo scolastico ha avuto senza dubbio dei miglioramenti, passando da un’istruzione rigida, che poneva i professori al di sopra degli studenti con molta autorità e con atteggiamenti molto severi, ad un’educazione che permette agli studenti di avere maggiore autonomia e una certa libertà di dialogo e di confronto con i docenti.
Un netto cambiamento nel mondo dell’istruzione è avvenuto dal 1968, un anno di rivoluzione e di mobilitazione studentesca che ha segnato e influenzato tutto il mondo. Credo, però, che nonostante siano stati fatti molti passi in avanti dal passato al giorno d’oggi, sia necessario progredire ancora di più, per far diventare il nostro sistema scolastico uno dei migliori tra i Paesi più sviluppati.
Gli studenti hanno acquisito maggiore autonomia dalle autorità scolastiche con l’esercizio di assemblee d’istituto e di classe, unici strumenti per permettere ai giovani di confrontarsi e di discutere dei problemi che si incontrano durante il corso dell’anno. Ritengo, però, che non siano sufficienti questi mezzi per ritenersi autonomi e liberi di scelta. Infatti penso che sia necessario che le scuole secondarie di secondo grado aiutino i giovani ad inserirsi nel mondo del lavoro; in alcuni istituti, soprattutto in quelli tecnici, ad esempio, dopo aver conseguito il diploma, si offrono dei contratti agli studenti, che, in questo modo, iniziano da subito a lavorare. Questo non accade, invece, nei licei, dopo i quali l’unica possibilità per gli allievi è di scegliere una facoltà universitaria. Credo che sia importante per i giovani, o almeno per quelli che ne hanno voglia, affrontare degli impegni lavorativi di apprendimento, per un tot di settimane durante le vacanze estive. Questo potrebbe avvenire se a scuola stabilisse degli accordi con aziende e imprese per tutelare al meglio i giovani lavoratori. Purtroppo, però, ciò non è possibile poiché lo Stato vieta ai minori di sedici anni di svolgere qualsiasi tipo di impiego.
Per quanto riguarda gli studi penso che, nonostante l’attuale sistema sia abbastanza efficiente, si possa cambiare ancora qualcosa per permettere un’istruzione più approfondita: nei licei, ad esempio, si potrebbero affrontare argomenti in grado di offrire una preparazione generale completa nei primi due anni e, nel triennio, si potrebbe offrire agli studenti di scegliere dei programmi che trattino in maniera specifica e più approfondita determinate materie; così facendo i giovani avrebbero una preparazione più ampia e completa sugli studi che continuerebbero a svolgere all’università.
Durante i corsi universitari si effettuano già adesso delle specializzazioni che permettono agli studenti di capire in che modo approcciarsi al mondo del lavoro. Esiste, però, un problema molto preoccupante: dopo gli studi, in molti casi, non si trovano degli impieghi e, qualora si riescano ad ottenere, gli stipendi non sarebbero soddisfacenti per chi ha trascorso molti anni della sua vita sui libri per raggiungere delle gratificazioni personali. Quindi è necessario che la scuola instauri dei rapporti professionali con aziende e imprese per permettere ai giovani che hanno terminato gli studi di ottenere sin da subito dei posti di lavoro adeguati.
Un grande ostacolo al giorno d’oggi è rappresentato dai tagli alla scuola pubblica, effettuati dall’attuale governo. In questo modo gli istituti privati si arricchiscono e i giovani che non possono permettersi studi con costi onerosi saranno profondamente penalizzati e probabilmente non vedranno altro che il buio nel loro futuro.
Altri problemi all’interno del mondo scolastico sono, a mio avviso, le raccomandazioni. In una società nelle quale i valori sono stati calpestati dall’opportunismo e dall’arrivismo e dove l’illegalità e la mediocrità morale trionfano, non c’è da sorprendersi se coloro che vanno avanti e ottengono i più alti incarichi provengono da famiglie ricche e influenti in ambito politico. Chi paga ha il futuro assicurato insomma; sembra tutto così assurdo ma purtroppo questa è la realtà in cui viviamo.
Quindi credo che inizialmente sia necessario ristabilire quella serie di valori morali che da tempo manca nella società attuale. Spero, inoltre, che un giorno la scuola possa offrire a tutti i giovani le stesse opportunità e un’equità di giudizio, che permettano a chi veramente merita, di costruirsi un futuro migliore da quello che si presenta oggi.
Mauro Guido
domenica 12 dicembre 2010
Per non dimenticare. 12/12/2010
Ciao a tutti! Scusatemi se purtroppo sono stato assente ma l’università non mi ha permesso di dedicarmi al blog! Spero di farmi perdonare in queste vacanze. Oggi è domenica, splende il sole qui a Torino. E’ il 12/12/2010. Quarantuno anni fa una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell’ Agricoltura in Piazza Fontana provocando 17 morti e 88 feriti. Altre tre bombe esplosero nel giro di 53 minuti colpendo Roma. E una fu trovata inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala. Un totale di 5 attentati che colpirono le due città più importanti d’Italia, Roma e Milano. Fu una strage impunita, il 3 maggio 2005 infatti, la cassazione chiuse definitivamente la vicenda giudiziaria confermando l’assoluzione di Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, i tre neofascisti che provocarono la strage. Piazza Fontana insieme alla strage di Bologna viene ricordata come uno dei peggiori eventi della storia italiana del dopo guerra. Tutto questo deve essere ricordato, non bisogna dimenticare questi avvenimenti. Qualcuno disse: “Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre, l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre, l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l'Italia, l'Italia che resiste.”. Questo deve essere un inno che deve rimanere nel nostro cuore. Ci deve far pensare e specialmente ricordare cosa è successo 41 anni fa. Ci deve far andare avanti e ci deve spianare la strada per cercare di conquistare e di creare un Italia migliore. Un Italia che punisca questi attentati, che punisca queste stragi. Un Italia che si renda conto di quanto è bella e di quanto è amata. Tutto questo potrebbe già iniziare tra 2 giorni. Potrebbe essere il trampolino di lancio per l’Italia che tutti noi sogniamo. Un Italia vera, Un Italia che non dimentica e ha tanta voglia di andare avanti, un Italia che resiste, L’Italia degli ITALIANI.
martedì 16 novembre 2010
Tema di un giovane studente.
Ciao a tutti! Volevo condividere con voi un tema scritto da un mio amico, Mauro Guido. Leggendolo sono rimasto affascinato dal modo in cui è scritto ma specialmente per come ha trattato gli argomenti. Mi rincuora venire a conoscenza che esistono ancora ragazzi che conoscono gli insegnamenti di alcune persone che da me sono definite EROI! Ha inserito nel suo magnifico tema un certo ENRICO BERLINGUER, un uomo che ha dato la vita per i suoi ideali. Un uomo che durante un comizio a Padova venne colpito da un ictus e nonostante tutto continuò il suo discorso e al giorno d’oggi per una statuetta ci facciamo credere morti!! Purtroppo quell’ ictus fu fatale. Ha inserito una frase di un certo signor g, GIORGIO GABER, un GRANDE. Non ci sono altre parole per definirlo. Persone che purtroppo al giorno d’oggi non sono conosciute dai giovani. Persone che per quanto mi riguarda mi regalano sensazioni ed emozioni indescrivibili. Sotto riporto la traccia e il testo!
traccia: nell'inesorabile corsa dei secoli mutano continuamente ideologie, consuetudini, modi di vita. quali principi o valori pensate che debbano rimanere immutabili come fattori imprescindibili della convivenza umana?
Nel corso dei secoli sono cambiate continuamente le ideologie e di conseguenza sono mutati gli stili di vita nelle società. A questi cambiamenti, però, bisogna necessariamente contrapporre dei principi e dei valori ai quali non si può rinunciare per mantenere una convivenza pacifica tra gli uomini.
Un valore molto importante per i rapporti interpersonali e che può essere considerato un vero e proprio sentimento è l'amicizia, con la quale si instaurano legami forti tra le persone; alla base di questo valore ci dev'essere la fiducia, molto importante per poter ritenere questo legame vero, intimo. Credo però, che l’amicizia si possa avere solo con poche persone, poiché non tutte a distanza di tempo si dimostrano affidabili e sincere. Inoltre questo sentimento può esistere a prescindere dalla posizione sociale o dalla razza.
Un altro valore, a mio modo di vedere il più importante, è rappresentato dalla morale. Essere consapevole del significato etico delle proprie azioni diventa indispensabile per una convivenza civile. Purtroppo ritengo che nella società di oggi la morale sia diventata una virtù rara, che solo poche persone riescono a perseguire. Infatti se il Governo attua delle leggi che vanno a tutelare esclusivamente gli interessi di chi detiene il potere, senza preoccuparsi di chi vive per strada o di chi non riesce a sostenere le spese familiari, non vedo come una persona comune possa decidere o perlomeno tentare di seguire una condotta rispettosa delle norme morali. Credo che sia necessario un netto cambiamento per ricercare una vera etica di comportamento. Sulla questione morale si sono scagliati diversi uomini politici, tra cui si può ricordare Enrico Berlinguer, che fino al giorno della sua morte ha sostenuto che per risolvere la questione morale bisognava “ripulire” il Parlamento di tutti coloro che ad esempio avevano condanne a carico e che era necessario attuare una giustizia più equa per tutti, che difendesse i diritti di tutti gli uomini, indipendentemente dall’appartenenza politica, religiosa e sociale. Solo così le persone si sarebbero potute in qualche modo fidare dello Stato e, di conseguenza, ci sarebbe stato più rispetto delle leggi. Purtroppo, a distanza di diversi anni dalla morte del Segretario del Partito Comunista Italiano, è un dato di fatto che la situazione non sia assolutamente migliorata.
Dalla morale scaturisce una serie di valori e principi, indispensabili per la convivenza umana.
L’onestà, ad esempio, è alla base di un comportamento decoroso e corretto, infatti è la caratteristica di chi si astiene dal compiere atti illegali.
Il rispetto, a sua volta, è fondamentale per se stessi e per gli altri. È un valore e un sentimento di riguardo e di stima nei confronti di persone, principi e istituzioni. Il rispetto e l’onestà quindi rappresentano le fondamenta della condotta morale.
Un valore, che deriva dal rispetto per chi è diverso e per chi la pensa in modo differente in ambito politico o religioso, è la tolleranza. Si tratta di una virtù che può essere insegnata per riuscire, in tempi brevi, a porre fine alle guerre di religione, alle lotte politiche e soprattutto ai pregiudizi razziali, che tanto hanno scosso e tormentato diversi popoli nel corso della storia, sin dall’antichità.
Infine vi è un ultimo principio, ma non per questo meno importante degli altri, che è indispensabile per il rispetto delle norme morali e legislative ed è il principio di uguaglianza. Giudicando equamente tutti gli uomini, si possono gettare le basi per una convivenza umana civile e soprattutto pacifica.
Ritengo quindi che i valori analizzati precedentemente debbano assolutamente rimanere immutabili. Spero, inoltre, che in un futuro non troppo lontano la situazione si possa evolvere nel migliore dei modi e mantenersi stabile e tranquilla nel tempo e che gli uomini possano adottare un’etica di comportamento più rispettosa degli altri di quanto non lo sia attualmente.
Aggiungo un commento al valore della morale di cui ho parlato prima:
vorrei riportare una citazione scritta dal grande e indimenticato Giorgio Gaber in uno dei suoi testi più profondi e toccanti, ovvero “Non insegnate ai bambini”: <Non insegnate ai bambini, non insegnate la vostra morale, è così stanca e malata, potrebbe far male, forse una grave imprudenza è lasciarli in balìa di una falsa coscienza>
Mauro Guido
Osso, Mastrosso e Carcagnosso. La mafia Italiana.
Tre cavalieri spagnoli che fondano l’ “onorata società” in Italia. Questa è una nuova storia che ho appreso ascoltando il mitico Saviano ieri sera. Ringrazio “rai 3” per questa opportunità che ci stà regalando. Informazione in Tv. Vorrei riprendere proprio il discorso di Saviano. Un discorso bellissimo e ricco di informazioni importantissime che ognuno di noi deve inserire nel suo pacchetto culturale. Ha iniziato parlando dei cavalieri spagnoli che dopo essere scappati e rifugiati per 25 anni su un isola sono sbarcati in Sicilia, Calabria e Campania, fondando rispettivamente Cosa Nostra, la Ndrangheta e la Camorra. E’ così che ha inizio la storia MAFIOSA. Una Mafia diversa dalle altre. L’ Italia produce una mafia disciplinata, che segue delle regole ben salde. Produce mafiosi che vengono chiamati in America per risollevare le famiglie mafiose americane, “perché se non hai regole non c’è organizzazione e se non c’è organizzazione finisci presto”. Ma come vengono a formarsi questi mafiosi? Noi gente normale, non appartenente all’ “onorata società” siamo considerati “contrasti d’onore”. E alcuni di questi contrasti d’onore per entrare a far parte della grande famiglia devono prestare un giuramento. Dopo questo giuramento diventano i “picciotti d’onore”. Iniziano una nuova vita. Entrano a far parte di una nuova famiglia. “Prima della famiglia, dei genitori, delle sorelle, dei fratelli viene l’interesse e l’onore della società. Essa da questo momento è la vostra famiglia e se commettete infamia sarete puniti con la morte”. Si può capire che questo giuramento può essere infranto solamente con la morte. Esiste un albero. L’ albero della scienza, luogo di ritrovo della Ndrangheta che simboleggia le gerarchie ndranghetiste. La società si divide in “società minore” e “società maggiore”. I nomi dei componenti della società maggiore a volte non sono nemmeno conosciuti da quelli della società minore. Compaiono due gradi nella vetta della “società maggiore” che sono stati scoperti da poco. “ Infinito e Conte Ugolino”. Gradi creati a Milano. In Lombardia. Esiste un collegamento tra Ndrangheta e Milano. Un collegamento “d’onore”. Ma ad un certo punto questo collegamento viene spezzato. “I lombardi sono i più forti”. Viene scelto come capo mafioso lombardo un avvocato, Pino Neri, che ha il compito di ristabilire l’ordine e far si che la Lombardia si stacchi dalla Calabria. Compare Nuzzo, boss mafioso Calabrese fu ammazzato perché voleva essere padrone a casa sua. Questa nuova famiglia lombarda si riunisce in un circolo, intitolato a “GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO”. Vergogna solo al pensiero. In questa riunione viene scritto il codice dell’ onorata società lombarda. Ma avevano bisogno di arrivare ovunque. Nella Sanità prima di tutto. Così Pino Neri si incontrò con un segretario della Lega (LEGA NORD) chiedendo favori politici che alla fine vennero concessi. Ci fu un fondatore della Lega, Gianfranco Miglio che affermò che c’era bisogno di una costituzionalizzazione delle Mafie. Non posso credere che questa gente ora rappresenti la mia ITALIA. La mafia ormai vince prima ancora di puntare la pistola. Vince le gare d’appalto perché offre i lavori al minor prezzo. E perché? Perché dietro ha il narcotraffico che le permette di diminuire i costi dei lavori. La Mafia è ovunque. Saviano passa poi alla vita di un boss processato col 41 bis! Come fanno a vivere così? Bisogna mettere in conto che prima di essere arrestati i boss mafiosi si auto-recludono in Bunker. Decidono di mettere fine alla propria vita sociale. Decidono di non avere più un anima. Vivono per anni in condizioni pessime. Sotto terra, sotto rampe di scale, sotto muretti a secco. Acquistano orologi che non indosseranno mai, acquistano macchine che non guideranno mai. Mettono alla vita figli che vedranno una volta all’anno. Vivono secondo una nuova filosofia di vita. La filosofia dei Bunker. E noi in Italia abbiamo il maggior numero di Bunker rispetto a tutti gli altri stati del mondo. Una vera e propria vita rivolta all’onore della “onorata famiglia”. Saviano ieri mi ha portato a conoscenza di tutto questo e di molto altro. E’ un vero uomo. Un uomo che ha scritto un libro e ora è costretto a vivere con 7 uomini di scorta. Un uomo che non ha paura di niente. Che crede nell’informazione. Ma soprattutto crede in un ITALIA MIGLIORE.
lunedì 15 novembre 2010
Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati.
Ciao a tutti! Mi scuso se sono stato un po assente ma purtroppo lo studio universitario non mi permette sempre di ritagliarmi del tempo per scrivere qualcosa! Volevo condividere con voi un pensiero che mi è saltato in mente tornando dall' università. Ascoltavo "giugno 73" di Faber, quando all'improvviso sono rimasto incantato da una sua frase: "Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati.". Non so cosa in particolare mi abbia colpito. So soltanto che da lì ho iniziato a pensare se è vero o no quello che lui afferma. Io dico di si. Nella vita incontriamo troppe persone che ci lasciano un segno indelebile. Tutte queste persone fanno si che in noi si sviluppino nuovi pensieri e nuove emozioni. C'è chi ci ferisce, chi ci fa star bene, ma in un modo o nell' altro quelle persone rimarranno sempre con noi. Faber spiega il perchè di giugno 73: "Anche Giugno '73 è una canzone autobiografica. L'ho scritta per una ragazza di nome Roberta, con la quale avevo vissuto due anni, fra la mia prima moglie e Dori. Tutti credono sia stata scritta per Dori, invece no.". Nella sua storia con Roberta, Fabrizio aveva incontrato molti ostacoli sia per lo stile di vita che per le amicizie e furono proprio questi ostacoli ad interrompere il loro rapporto che comunque rimarrà vivo, perchè proprio nell'ultima strofa, con la frase in questione, Faber lascia uno spiraglio d'ottimismo. Io rivivo perfettamente i suoi pensieri nella mia vita. Voi? Che ne pensate? Voglio concludere dicendo a tutti coloro che ho conosciuto e che per un motivo o per l'altro non percorrono più la mia strada che è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati. ;)
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